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PEG:
Gastrstomia Endoscopica Precutanea
per la nutrizione
enterale a medio o lungo termine
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valutazione della tecnica e delle
complicanze ad essa correlate
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AUTORI: P.SETTI, A.SAVIOLI,
A.ARIENZO, S.LAGANA', G.CALCINA, R.SOANA, L.BENATI.
Divisione di Chirurgia USSL 45 di Asola MN
INTRODUZIONE
La nutrizione enterale (N.E.) ha indicazioni del tutto
sovrapponibili a quelle della nutrizione parenterale risultandone
appropriata l'applicazione quando stress fisici o disordini
neurologici impediscono al paziente l'assunzione di cibo
dalla bocca (1). Inoltre, rispetto all'accesso venoso centrale permette
di mantenere maggiormente la funzionalita' del tratto digestivo e di
avere una piu' facile gestione anche nel paziente domiciliare.
Purtuttavia l'esperienza e la letteratura hanno a poco a poco
evidenziato una serie di complicanze per fortuna raramente
gravi, la cui conoscenza e' indispensabile a chi desidera condurre
programmi di N.E piu' sicuri ed efficaci. Le complicanze della N.E
sono diverse a seconda dei metodi e dei metodi utilizzati per la
sua realizzazione.
Tra questi nel 1980 fu descritta per la prima volta da alcuni
chirurghi pediatri (2) una nuova metodica, indicata con la sigla
PEG ovvero Gastrostomia Endoscopica Percutanea, che nel corso
degli anni ha subito numerose modifiche che ne hanno facilitato
l'utilizzo rendendo piu' raro il ricorso alla gastrostomia
chirurgica.
La PEG e' indicata per tutti i pazienti che hanno la necessita'
di una nutrizione enterale superiore ad 1 mese (malattie neurologiche,
malattie dismetaboliche, malattie neoplastiche, sclerodermia, condizioni
post-chirurgiche, malattie infettive) oppure dove sia necessaria una
decompressione gastrica.
La nutrizione enterale attraverso PEG rappresenta un notevole
salto di qualita' in quanto il tradizionale sondino naso-gastrico
e' mal tollerato, viene spesso rimosso accidentalmente, puo'
dislocarsi nell'albero bronchiale, provocare decubiti e reflusso
gastro-esofageo. Al contrario con la PEG il paziente puo' svolgere
le attivita' e mantenere la stessa qualita' di vita del periodo
precedente la gastrostomia.
Scopo di questo lavoro e' di valutare, alla luce della letteratura
in proposito, gli aspetti tecnici della metodica e l'incidenza di
complicanze in corso di Gastrostomia Percutanea Endoscopica (PEG)
per la realizzazione di una nutrizione enterale.
MATERIALI E METODI
La Gastrostomia Endoscopica Percutanea viene eseguita presso la
sala endoscopica del nostro Servizio. Sono presenti tre operatori,
il coordinamento dei quali e' facilitato dall'uso di un
videogastroscopio.
Viene eseguita una anestesia locale dell'orofaringe e del laringe
con xylocaina spray al 2% ed inoltre una sedazione endovenosa con
diazepam e buscopan. Viene eseguita una copertura antibiotica circa
un'ora prima, con una cefalosporina(3).
Il posizionamento della PEG puo' essere effettuato con due metodiche
diverse:
- Pull-string Ponsky-Gauderer type gastrostomy.
- Push-over-wire Sachs-Vine gastrostomy.
Il primo momento della procedura, comune alle due tecniche,
e' costituito da un esame endoscopico
accurato del tratto digestivo superiore per escludere la presenza
di patologie a carico della parete gastrica anteriore e per valutare
la presenza di eventuali altre lesioni.
Lo stomaco viene quindi insufflato al fine di rendere la parete
anteriore aderente a quella addominale.
Si procede poi alla scelta del punto di
posizionamento della PEG eseguendo la digito-pressione sulla
parete addominale, che determina un'impronta visibile endoscopicamente
sulla parete gastrica, e/o per transilluminazione della parete
addominale. Viene eseguita una incisione cutanea di circa 1 cm,
attraverso la quale viene inserita un ago-cannula di 14 G che
supera la parete addominale e raggiunge il lume gastrico. Un filo
guida viene passato nell'ago-cannula, recuperato con ansa da
polipectomia e portato all'esterno con l'estrazione del
gastroscopio.
Quindi viene eseguito un successivo controllo endoscopico per
verificare il posizionamento.
A questo punto le due metodiche presentano una sostanziale
differenza. Secondo la tecnica "Pull", il sondino per nutrizione
in silicone con bottone di ritenzione morbido viene legato
saldamente alla estremita' del filo guida che fuoriesce dalla
bocca e tirando l'estremita' opposta viene posizionato
correttamente attraverso la parete addominale.
Secondo la tecnica "Push", invece il sondino per nutrizione, che
presenta un'estremita' dotata di dilatatore, viene fatto scorrere
sul filo guida e successivamente spinto dall'interno della bocca
tenendo il filo guida teso a formare un'ampia "U",
finche' non spinge fuori la cannula.
Quando l'estremita' del dilatatore fuoriesce dalla parete
addominale si esercita una delicata trazione facilitando in
questo modo il passaggio del "bumper" attraverso l'esofago.
Quindi viene reintrodotto il gastroscopio sul filo guida al fine
di controllare la procedura.
Il "bumper" viene avvicinato alla parete gastrica in modo che
sia libero di ruotare e non vi sia sbiancamento della mucosa; il
filo guida viene estratto dal dilatatore.
Le fasi successive, comuni alle due tecniche, prevedono il
bloccaggio dall'esterno del sondino ed il suo accorciamento
alla lunghezza desiderata ed infine l'inserimento di un raccordo
ad Y nella sonda. La nutrizione enterale viene iniziata
dopo 24 ore dalla procedura. I nutrimenti vengono somministrati
per gravita' o con uso di pompe che garantiscono una
somministrazione costante(4).
La percentuale di insuccesso nel posizionamento della PEG, riportata
dai vari AA. e' inferiore al 10% (3). Le cause piu' frequenti
del mancato posizionamento della PEG sono due(5):
- La mancata transilluminazione della parete addominale.
- La presenza di lesioni ostruttive esofagee.
La PEG puo' presentare delle complicanze, soprattutto nei pazienti
in condizioni generali scadute.
Vi sono delle complicanze correlate alla metodica :
- La formazione di un ascesso della parete addominale nel sito
di introduzione della sonda.
- Il pneumoperitoneo.
- La perforazione.
- Il sanguinamento gastrico.
- L'exitus.
Inoltre vi sono delle complicanze correlate alla nutrizione enterale:
- La diarrea da nutrizione enterale.
- La pneumatosi dovuta ad una abnorme fermentazione dei carboidrati
contenuti nella dieta che provoca una massiccia formazione
di gas endoluminale.
- Polmonite ab ingestis.
In un lavoro di Stiegman G.V et al. (riportato nel 1990 su
"Gastrointestinal Endoscopy") del Dipartimento di Chirurgia
dell'Universita' di Denver (Colorado) veniva riportata una casistica
di 69 posizionamenti di PEG con una incidenza di complicanze del 25%
ed una mortalita' del 12%.
Inoltre veniva riportata una incidenza
di complicanze del 26% ed una mortalita' del 9% in una casistica
di 62 gastrostomie chirurgiche. La spesa complessiva per queste
ultime fu di 1675 $ mentre per le PEG fu di 979 $ (6).
Iohn Ruge e Richard M.Vazquez del Dipartimento di Chirurgia del
Memorial Hospital di Chicago riporatno una casistica di 221
posizionamenti di PEG con un 13,5% di complicanze ed una mortalita'
dell'1,8% (7).
Gibson e Wening dell'Universita' dell'Illinois (USA) riportano la
loro esperienza sull'uso della PEG per le neoplasie del collo e
del capo. Gli AA. hanno messo a confronto il numero di complicanze
avute con la PEG con quelle avute con il sondino naso-gastrico
per la nutrizione enterale ottenendo i seguenti risultati (tab.1):
| |
CASI |
COMPLIANCE |
| PEG |
43 |
2 |
| SNG |
46 |
41 |
tab.1
Per quanto riguarda le complicanze piu' strettamente correlate alla
nutrizione enterale E.Brunelli et al. riportano in un lavoro
pubblicato nel 1993 sul "Giornale italiano di Endoscopia Digestiva"
una casistica di 42 pazienti sottoposti a PEG con solo 3
casi di diarrea attribuibile alla nutrizione enterale.
Numerosi altri AA. riportano la loro esperienza sull'utilizzo
della PEG con una incidenza di complicanze che oscilla tra il 4%
ed il 25% ed una mortalita' che non supera l'1%.
CONCLUSIONI
La Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG), procedura
relativamente recente, ma poco diffusa, e' metodica di scelta per
la nutrizione enterale a medio e lungo termine.
Nell'introduzione di questo lavoro abbiamo segnalato le indicazioni
cliniche al posizionamento della PEG.
Questa metodica e' di grande utilita' per i Medici di base che si
trovano a gestire questo tipo di paziente.
Infatti la PEG puo' rimanere in sede anche per 2 anni prima che vi
sia la necessita' di sostituirla, la gestione del tubo di
alimentazione e' facile e pratica poiche' e' sufficiente osservare
le seguenti precauzioni:
- Attuare una accurata pulizia quotidiana della cute circostante
la PEG con acqua e sapone, perossido di idrogeno oppure betadine.
- In caso di nutrizione intermittente, lavare prima e dopo con
20-30 ml di acqua.
- Lavare ogni 3-4 ore sempre con acqua se la nutrizione enterale
e' continua.
- Lavare anche prima e dopo la eventuale somministrazione di
farmaci.
- Prestare attenzione ad eventuali dislocamenti del sondino.
- Sono sconsigliate preparazioni nutrizionali artigianali
(omogeneizzati, frullati, ecc.. ), mentre puo' essere utilizzato
qualsiasi prodotto di nutrizione enterale in commercio.
Le condizioni nutrizionali dei pazienti alimentati attraverso la
PEG, giudicate in base al peso corporeo, sono generalmente buone.
Naturalmente vi sono anche delle controindicazioni al posiziona
mento della PEG (8), che vengono distinte in assolute (a) e relative (b):
- ostruzioni complete del faringe e dell'esofago, disordini dei
tempi di coagulazione, malattie rapidamente progressive,
impossibilita' di contatto tra parete gastrica ed addominale
e/o assenza della transilluminazione;
- la presenza di un'ascite massiva, un reflusso gastroesofageo
importante, l'ipertensione portale con varici esofagee, il cancro
gastrico, la presenza di un'ulcera o di una fistola gastroenterica.
L'obesita' e precedenti interventi chirurgici non possono essere
considerati delle controindicazioni al posizionamento della PEG.
Come e' stato descritto precedentemente, nel corso degli anni si
sono sviluppate 2 varianti tecniche nel posizionamento della PEG:
"Push" e "Pull".
Diversi studi randomizzati non hanno
dimostrato significative differenze tra le 2 metodiche in termini
di morbilita' e mortalita' e quindi ambedue gli approcci risultano
validi, anche se la metodica "Pull" puo' presentare una maggiore
difficolta' durante la fase del passaggio esofageo. Il grado di
esperienza dell'endoscopista non e' tanto importante per il successo
del posizionamento della PEG quanto per il tempo impiegato
che comunque normalmente non supera i 30 minuti.
La PEG, attraverso trials clinici controllati, e' risultata piu'
vantaggiosa in termini di morbilita' e mortalita' rispetto alla
gastrostomia chirurgica (9), mentre la nutrizione enterale attraverso
sondino naso-gastrico presenta un maggior numero di complicanze
soprattutto per quanto riguarda i casi di polmonite ab ingestis
che rappresenta sicuramente una delle complicanze piu' gravi,
potendo mettere a repentaglio la vita del paziente.
Inoltre la PEG ha dei costi di gestione inferiori alle stomie
digestive ed il paziente puo' iniziare la nutrizione enterale
dopo 24 ore dal posizionamento della PEG ed essere dimesso
dall'Ospedale in tempi piu' rapidi.
Soprattutto questa ultima considerazione spiega il progressivo e
costante aumento di richiesta del posizionamento della PEG che si
e' verificato con il passare degli anni. Inoltre i dati di morbilita'
e mortalita' della letteratura incoraggiano ad applicare
la PEG in un numero sempre maggiore di pazienti. La prospettiva
che questa metodica, cosi' vantaggiosa quando vi sia una giusta
indicazione clinica, possa essere effettuata anche nei Centri di
Endoscopia periferici la rende a maggior ragione degna di interesse.
In conclusione possiamo affermare che la PEG non presenta
dei rischi maggiori rispetto alle metodiche tradizionali per la
nutrizione enterale (sondino naso-gastrico, stomie digestive) ed
anzi offre 4 importanti vantaggi:
- Una migliore qualita' di vita per il paziente.
- Minori costi.
- Una gestione domiciliare di questi pazienti piu' agevole per il
Medico di Base.
- L'applicazione della PEG non necessita di una particolare
esperienza chirurgica e quindi puo' essere effettuata anche da
Medici-Chirurghi all'inizio della loro carriera professionale,
purche' in grado di eseguire una gastroscopia.
BIBLIOGRAFIA
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