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Lo
screening di massa con Oc-Hemodia |
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INTRODUZIONE
Il cancro colorettale e' la seconda causa di morte per l'uomo e la
terza causa di morte per la donna (3).
La prevenzione e la diagnosi precoce di questa neoplasia possono
essere realizzate mediante semplici indagini di screening utilizzando
la ricerca del sangue occulto fecale. Questo test fu proposto per la
prima volta nel 1901 (1), ma fino ad oggi la sua applicazione
ha trovato difficolta' a piu' livelli, relative in particolare ai
limiti della metodica, alla scarsa compliance dei pazienti, alla bassa
sensibilita' e specificita' della metodica.
Per la validita' di un test di screening occorre infatti che la sensibilita'
e la specificita' siano elevate. I test oggi disponibili sono di due
tipi:
MATERIALI E METODI
Nel territorio dell'USL n.10 di Guastalla (Reggio Emilia)
sono stati prescelti i residenti ultratrentacinquenni dei Comuni di
Guastalla e Novellara (in totale 11321 soggetti, di cui 5200 maschi
e 6121 femmine) per eseguire lo screening "pilota" con il
test OC-HEMODIA. A tutti venne distribuito un singolo test per un
unico campione di feci.
Il test OC-HEMODIA, della ditta Poli Diagnostici di Milano, utilizza
la reazione antigene-anticorpo, in cui anticorpi antiemoglobina
umana adesi su particelle di lattice formano agglutinati evidenti ad
occhio nudo soltanto in presenza di sangue umano nelle feci.
Il test e' specifico per il sanguinamento del grosso intestino, poiche'
l'emoglobina proveniente da sanguinamenti del tratto digestivo
prossimale viene alterata al contatto con il succo gastrico.
Peraltro quantita' anche infinitesimali di sangue provenienti dal
colon-retto risultano facilmente identificabili data l'assoluta
specificita' del test.
La modalita' del prelievo del campione fecale viene molto semplificata
rispetto ai tests al Guaiaco, che richiedono una uniforme distribuzione
del materiale fecale sulle apposite cartine: operazione talora eseguita
in modo imperfetto e per lo piu' mal accetta.
Con l'OC-HEMODIA al contrario, il prelievo viene eseguito
utilizzando una piccola asticella incorporata nel tappo della provetta,
nel cui interno avviene la diluizione del campione fecale.
Tutta la manovra viene eseguita con estrema rapidita', evitando
qualunque imbrattamento o imperfezione di raccolta del campione.
Il campione cosi' raccolto puo' anche essere conservato per 7-8
giorni a temperatura di 4°C, qualora il soggetto non possa
immediatamente consegnarlo al centro di raccolta.
La lettura del test viene eseguita cimentando una goccia del materiale
diluito nella provetta, con una goccia di lattice di gomma che funge
da veicolo degli anticorpi anti-emoglobina umana.
La reazione positiva e' documentata dalla comparsa entro 3 minuti di
agglutinati visibili ad occhio nudo.
Il test e' stato correttamente eseguito da 4510 soggetti (2403
donne 2 2107 uomini) per una percentuale del 40%.
I positivi sono stati 134 (2,9%). Essi sono stati
convocati per raccogliere una meticolosa anamnesi e per essere
sottoposti all'esame clinico.
47 soggetti hanno rifiutato di proseguire le indagini strumentali,
mentre 87 sono stati sottoposti ad anu-rettoscopia.
I soggetti portatori di evidenti patologie benigne ano-rettali
in fase di sanguinamento attivo (emorroidi, ragadi, fistole,
proctiti, ecc.) sono stati esclusi da ulteriori approfondimenti
diagnostici ed hanno ripetuto il test OC-HEMODIA a distanza di
6 mesi.
Tutti gli altri soggetti, risultati alla rettoscopia portatori o no
di vegetazioni benigne o sospette, vennero sottoposti a clisma opaco
con doppio contrasto. La colonscopia fu riservata ai soggetti
effettivamente portatori di vegetazioni polipoidi.
RISULTATI E CONCLUSIONI
I soggetti positivi al test furono 135 (2,9%): di essi
88 eseguirono le indagini diagnostiche di 2° livello; i rimanenti
uscirono dallo screening, essendo affetti da patologie gravi
multidistrettuali, anziani dell 4° eta', o rifiutarono di
proseguire gli accertamenti.
I casi di neoplasia maligna individuati con le indagini strumentali
furono 4, tutti allo stadio C di Dukes, rispettivamente del
cieco-ascendente (2 casi), del retto sovrampollare
(1 caso), del retto ampollare (1 caso). Il trattamento
consistette nella emicolectomia destra in 2 casi, nella resezione
anteriore del retto (in 1 caso) e in una amputazione del retto
secondo Miles.
I portatori di poliposi identificati furono 31, dei quali 7 erano
affetti da poliposi multipla. 28 polipi erano iperplastici, 4 adenomi
tubulari e 4 tubulo-villosi.
Dsplasia lieve fu riscontrata in 4 polipi; displasia grave in 6. I
polipi displasici furono asportati in 2 pazienti affetti da poliposi
multipla ed in altrettanti che presentavano poliposi semplice.
Tutti gli interventi di polipectomia furono eseguiti endoscopicamente.
Lamentiamo un caso di sanguinamento massivo dalla base del polipo
(trattavasi di vegetazione del diametro di circa 4 cm),
dominato mediante diatermocoagulazione ed infiltrazione perivasale di
polidocanolo sempre per via endoscopica.
I casi di patologia ano-rettale benigna furono 53.
L'incidenza di neoplasie nei pazienti positivi fu del 25%.
Durante l'esecuzione dello screening giunsero alla nostra osservazione
3 falsi negativi. Questi pazienti avevano eseguito regolarmente il
test, ma a distanza di tempo ebbero segni obiettivi di neoplasia
avanzata del colon. Trattavasi di una occlusione da stenosi della
flessura epatica e di due pazienti con anemizzazione marcata da
neoplasia ulcerata del colon destro. Essi vennero operati in emergenza
o in urgenza differita.
Da questi dati risulta che la sensibilita' del test OC-HEMODIA,
pari all'87,5%, e la specificita', del 100%, sono assai
elevate, superiori alle metodiche basate sull'azione perossidasica
dell'emoglobina (tests al Guaiaco).
I falsi negativi erano suggestivamente limitati a neoplasie del colon
destro: e' ipotizzabile che l'emoglobina persa per sanguinamenti,
anche rilevanti, prodotti da tali neoplasie, venga piu' facilmente
inattivata o distrutta dalla flora batterica intestinale.
Questo dato, intrinseco alla metodica, e l'incostanza del sanguinamento
di tutte le neoplasie del colon-retto, rappresentano i limiti
principali dello screening da noi eseguito.
Ci pare tuttavia di poter sottolineare come requisiti assai vantaggiosi
dell'OC-HEMODIA: