Dr. Arcuri (Regina Elena, Rm)
Il dolore cronico ha due sedi di origine: periferica e centrale.
A livello periferico sembra coinvolta una alterazione dei recettori del
dolore; a livello centrale intervengono fattori di neuroplasticita'
- windup (ndr: compressione nervosa??).
Studi effettuati a livello molecolare hanno dimostrato che ripetute
stimolazioni sensoriali comportano modifiche cellulari a livello
genetico. Il dolore acuto ricorrente diventa dolore cronico, e poi
dolore cronico maligno, per errori neurofisiologici e molecolari che
si possono anche trasmettere geneticamente.
Il dolore cronico maligno presenta aspetti di patologia molecolare.
Questo significa che la soglia del dolore puo' essere geneticamente
trasmessa.
Sono in corso studi di trattamento del dolore cronico con impianti
di cellule bovine in grado di produrre endorfine.
Un altro aspetto importante e verificato e' che che le cellule tumorali
hanno numerosi recettori per oppioidi ed endorfine. Captando queste
ultime, ne annullano l'azione analgesica; di conseguenza, la soglia del
dolore si abbassa.
Il concetto di dolore come sintomo diventa riduttivo, perche' e' sempre
piu' evidente che il dolore puo' essere esso stesso una malattia.
Oggi la terapia antalgica e' la cura del sintomo-dolore, percio'
non e' riconosciuta dal sistema SSN e non e' rimborsata. (E. Arcuri, Pia.., Clin. Terap., Nov 1998)
Dr. De Conno (Ist.dei tumori, Mi)
I pazienti con dolore da cancro sono malissimo seguiti, spesso a causa
di falsi miti inculcati da nozioni distorte. Analizziamo i miti piu'
diffusi.
La morfina ha un modesto effetto analgesico se assunta per os.
Non e' vero. Basta aumentare la dose.
Il dolore neoplastico deve essere trattato con morfina per via
parenterale. No. L'80% dei casi si puo' curare con formulazioni
orali.
La morfina e' l'ultima opzione. Sbagliato. Il dolore va prevenuto,
non atteso. Il trattamento programmato e continuativo e' molto piu'
efficace.
La morfina da' depressione respiratoria. Durante i trattamenti per
os e' stata osservata molto raramente, in percentuale irrisoria rspetto
al numero di pazienti trattati. Il rischio e' ridotto anche perche' la
morfina non da' accumulo: la sua durata di azione e' pari a quasi il
doppio della sua emivita (somministrazione ogni 4 ore, emivita = 1,9 - / + 0,5 ore)
La morfina da' dipendenza. La dipendenza fisica e' fenomeno raro
per questi pazienti. Inoltre bisogna sempre tenere ben presente a chi
si rivolge questa terapia, cioe' ai malati di cancro. La dipendenza per
questi pazienti e' un aspetto del tutto secondario.
La morfina da' assuefazione. E' vero, ma non presenta l'effetto-tetto.
In altre parole, non si ha un aumento degli effetti collaterali aumentando
la dose in un soggetto che presenta assuefazione; l'azione terapeutica
e gli effetti collaterali traslano parallelamente con l'incremento della
dose reso necessario dalla assuefazione.
La morfina da' sonnolenza. E' un fenomeno secondario, e raro. Se
viene effettuato un buon monitoraggio delle dosi, non si ha una
alterazione macroscopica dei riflessi, al punto che molti pazienti in
terapia possono condurre una vita assolutamente normale. A proposito dei
piani di trattamento, esistono delle Linee Guida molto semplici,
elaborate dalla OMS, che altrove, grazie anche ad una sensibilizzazione
dei cittadini e della classe medica, hanno raggiunto notevole diffusione.
La morfina non puo' essere somministrata con altri analgesici. Falso.
E' prevista una efficace associazione tra FANS e oppioidi dalle stesse
Linee Guida pubblicate dall'OMS. E' necessario superare una abitudine,
che e' parte della cultura medica italiana, di trattare il dolore a
domanda o, al limite, di non trattarlo. Circa l'80% dei medici non
ha il ricettario per le RMS. La prescrizione e' difficoltosa, sia per
gli oneri burocratici da assolvere, sia per i rischi sanzionatori
previsti in caso di erronea compilazione. Per cultura e per il peso
della burocrazia, la terapia antalgia con oppioidi in Italia e' a
livelli minimi, molto al di sotto della media dei paesi evoluti. Per
superare questi problemi si e' costituita la "Commisione Oppioidi",
che comprende medici e farmacisti; ha lo scopo di fornire indicazioni
utili alla Direzione Generale del Servizio Farmaceutico del Ministero
della Sanita' per una razionalizzazione delle norme vigenti.
Dr. Fusco (Regina Elena, RM)
Ci sono diverse difficolta' pratiche nella prescrizione di farmaci
oppioidi. La nostra legislazione in merito e' molto complessa e rigida,
per cui le prescrizioni sono in maggioranza formalmente false. Per
esempio, la terapia obbligatoria di 8 giorni e' un limite che non ha
senso, specie se si considera che queste terapie non sono a breve
termine, e se si considera che le confezioni dei prodotti disponibili
non sono frazionabili.
Poi c'e' l'aspetto economico. La terapia con gli anestetici locali e'
costosissima. La bupivacaina 0,5%, 1 fiala/die costa 1 milione
al mese.
Il ritiro di persona del ricettario RMS solo presso l'Ordine dei Medici
di appartenenza, con firme autografe per ogni pagina, probabilmente puo'
essere semplificato mantenendo un adeguato controllo.
Dr.ssa Ripamonti (Istituto dei tumori, Mi)
Quando e' opportuno trattare il dolore da cancro? Sempre!
Bisogna pero' ricorrere a personalizzazioni della terapia per dosi,
associazioni, via di somministrazione. La terapia con galenici
magistrali diventa indispensabile perche' sopperisce alle carenze
dell'industria farmaceutica (la quale per motivi economico/burocratici
non e' interessata al settore). Codeina
Cosideriamo un prodotto industriale gia' disponibile: l'associazione
codeina 30 mg + paracetamolo 500 mg. Prescrivere una terapia di
60 mg di codeina ogni 4 ore significa di conseguenza somministrare 1 g
di paracetamolo ogni 4 ore; 6 g al giorno di paracetamolo sono dose
tossica.
Il galenico magistrale permette formulazioni piu' adeguate. Per esempio,
si puo' formulare una associazione di Aspirina e codeina, alle quali e'
possibile aggiungere la caffeina, che riduce la sonnolenza e potenzia
l'effetto analgesico.
La codeina nasconde il rischio di un abuso di prescrizione, che risulta
piu' agevole rispetto agli altri oppioidi. Non dimentichiamo che
l'azione della codeina e' subordinata alla sua trasformazione in morfina,
cioe' alla sua demetilazione epatica. Spesso nei malati di cancro il
sistema enzimatico del fegato e' compromesso, quindi e' compromessa
l'efficacia della codeina. Ossicodone
1 mg equivale circa ad 1 mg di morfina come potere analgesico. E' a
breve rilascio, sostituice la morfina a breve rilascio. Puo' essere
prescritto fino a 40/80 mg, e' associabile a paracetamolo e
Aspirina.
L'ossicodone provoca meno nausea, meno vomito della morfina. Non da'
allucinazioni o delirio. La morfina viene trasformata in tre metaboliti,
in gran parte responsabili dei suoi effetti collaterali per accumulo o
tossicita'. Idromorfone
Non e' disponibile in Italia, come farmaco industriale. E' allestibile
il preparato galenico. Dextropropossifene (Liberan)
In dosi da 30 mg, e' simile al metadone. Puo' essere somministrato fino
a 90 mg.
Se il paziente e' in terapia antalgica con morfina a rilascio
controllato e subentra una crisi acuta di dolore, come reagire?
Si utilizzano formulazioni a rapido rilascio di 10, 20, 30 mg per il
controllo immediato del dolore, normalmente pari al 50-100%
della dose abituale, da somministare in aggiunta alla terapia
pianificata e ripetibile dopo 1 ora.
E' opportuno rivedere lo schema posologico dopo una crisi di dolore
acuto. Per questa evenienza e' utile ricorrere alla via rettale.
Inizialmente pazienti in terapia antalgica, durante crisi acute di
dolore ricevevano nel retto una fiala di morfina versata in una capsula.
Poi si e' rivelato piu' pratico "spremere" la dose nel retto
servendosi di una siringa da insulina senza ago.
Sono stati confrontati la insorgenza e la durata di azione della stessa
dose di analgesico somministrata per os o per via rettale. 10 minuti
dopo la somministrazione rettale si ha generalmente un controllo
significativo del dolore.
La terapia rettale e' utile per il controllo del "break-trough
pain", ed e' agevole anche a livello domiciliare. Metadone
Esiste come galenico preconfezionato in sciroppo. Le compresse o
capsule sono indicate. A 24 ore dalla somministrazione di una dose di
metadone si ha ancora una significativa riduzione dei sintomi dolorosi.
Per il metadone la dose da somministrare e' costante, mentre per la
morfina, come abbiamo visto, e' a salire. Il rapporto equianalgesico
tra metadone e morfina dipende dalla morfina giornalmente assunta in
precedenza, percio' cresce al crescere della dose di morfina.
Per il metadone la tolleranza e' molto bassa. Il metadone somministrato
per via rettale ha una insorgenza di azione piu' lenta della morfina,
pero' la durata di azione e' molto lunga.
Con 10 mg si ha un significativo controllo del dolore dopo 1440 minuti!.
L'effetto secondo il dosaggio e' personale. Cio' che sembrava un mito,
oggi e' realta' provata: e' utile cambiare oppioidi durante la terapia
antalgica, perche' cio' riduce la tolleranza.
La probabile causa e' che ogni oppioide agisce su popolazioni
recettoriali diverse. Idromorfone
E' molto solubile, ed e' 7 volte piu' potente della morfina. Destrometorfano
Negli USA esiste una associazione di morfina e destrometorfano. Blocca
lo sviluppo della tolleranza alla morfina. Puo' essere un utile
suggerimento per un preparato galenico, con 60-120 mg di
destrometorfano. Laudano
Veniva usato in clismi per i dolori pelvici e il tenesmo rettale.
Dr. Ciconnetti (Farmacista preparatore, Anzio (Rm)) Morfina
Il Formulario Galenico Nazionale (FGN) prevede lo sciroppo di
morfina, allo 0,1-1-2 %. Tralasciamo lo 0,1%, che e'
di fatto inutile. Allestire uno sciroppo di 320 ml all'1% significa
utilizzare 3,2 g di morfina. siamo ad una concentrazione vicina alla
vecchia tintura di laudano.
Come base si puo' utilizzare il liquido sciropposo alcoolico: elisir
semplice:
Alcool 7 g
Sorbitolo 7,35 g
Glicerina 10 g
Saccarosio 46,5 g
Acqua q.b. a 100ml 48,65 g
L'alcool puo' essere sostituito con acqua preservata.
Un'altra formulazione puo' essere:
Alcool 7 g
Sorbitolo sol satura 70% 40 g
Glicerina 10 g
Acqua q.b. a 100ml 64 g
edulcorante: saccarina; coloranti.
La soluzione di morfina e' l'ideale per un rapido assorbimento.
Una alternativa sono le capsule di morfina HCl, in dosi da 5,10, 20 mg.
E' consigliabile ridurre al massimo l'eccipiente inerte.
Scegliere eccipienti idrosolubili. Come agente di scorrimento usare
Syloid.
Usare capsule piccole, per le quali puo' essere opportunamente usato
come eccipiente il solo Aerosil (silice).
Per i microclismi, ecoo una possibile formula:
Morfina HCl 10 mg (0,2%)
Lidocaina HCl 10-50 mg
Idrossietilcellulosa 25-50 mg (0,5-1%)
Acqua q.b. a 5 ml
Codeina
E' in due forme: emi-idrata (.0,5 H2O) e sesqui-idrata
(.1,5 H2O). 10 mg di codeina fosfato anidro corrispondono a
10,68 di sesquidrata, e a 10,23 di emi-idrata.
La codeina fosfato e' preparabile in capsule secondo FGN con dose 60 mg.
E' prevista dall' FGN una formula con eccipienti amido di mais (32),
cellulosa (59), Mg stearato 4,5% (evitarlo: vedi nota
precedente), talco 4,5% (da evitare per lo stesso motivo).
Questa formulazione e' sconsigliata. Sono invece raccomandati gli
eccipienti idrosolubili.
Ecco un range di dosaggi di principi attivi:
Codeina fosfato 30-60 mg
Patacetamolo 100-325 mg
Caffeina 30-60 mg (indicata per sonnolenza)
Range dosi normali paracetamolo: 650-1300 mg/die
Range dosi normali aspirina: 800-1300 mg/die
Sciroppo di codeina: su FGN 0,15%. Su USP-DI 1% (concentrazione
ideale):
Codeina fosfato 1 g
Na benzoato 1 g (e' strategico: evita la ricetta Min.
Spec. !!)
Elisir base q.b. a 100 ml
Ossicodone
Come ossicodone HCL in capsule:
Ossicodone HCl 5-10 mg
eccipienti q.b.
Nota: nel FGN e' associato al paracetamolo. La Farmacopea prevede un
dosaggio massimo di 60 mg/die.
La formulazione della soluzione orale:
Ossicodone HCl 0,1-1-2 g
elisir base qb a 100 ml
Microclismi:
Ossicodone HCl 10 mg (0,2%)
Idrossietilcellulosa 25-50 mg
Acqua conservata a 5 ml
Idromorfone HCl
E' un farmaco orfano. Per via orale e' prevista una dose di 2-10 mg
ogni 3-6 ore. Per via rettale: 3 mg ogni 6-8 ore. l'indice di
equianalgesia: 7,5 mg di idromorfone Hcl per os equivalgono a 3,5 mg
rettali.
Capsule:
Idromorfone HCl 1-2-4 mg /cps
Soluzione:
Idromorfone HCl 0,1-0,4 %
elisir q.b. a 100 ml
Microclismi:
Idromorfone HCl 3 mg
Idrossietilcellulosa 50-100 mg
Acqua conservata a 10 ml
Pare utile aggiungere una formulazione di gel anestetico per la cavita'
orale: